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L’allevamento
suinicolo della comunità,
nato nei primi anni ’80 per fornire la carne per
il consumo interno, comprende 700
capi (di razza LargeWithe,
Duroc e incroci).
Esso avviene a circuito chiuso (ossia dalla nascita alla
macellazione e produzione di salumi) avvalendosi di metodi
compatibili con l’ambiente e lo sviluppo naturale
degli animali ed utilizzando alimenti a base di cereali
(‘pastoni’ di farine di orzo, tritello di
grano, mais). Le carni sono lavorate in loco. Si producono
prosciutti (in media 700 all’anno, avviati per la
stagionatura a Parma), pancette, fiocchi, lombate, spalle
e cosce.
Da quasi due anni
sono stati inseriti 30 esemplari di “mora
romagnola”,
una specie autoctona allevata allo stato semi-brado il
cui nome deriva dal pelo scuro e che, fino agli anni ’50,
popolava il versante nord dell’Appennino, nelle
province di Ravenna e Forlì.
La comunità ha avviato una collaborazione con la
famiglia Spigaroli (famosa per il culatello di Zibello,
il salame strolghino, il fiocco, il lardo), che è
in prima linea per il lavoro di recupero ed allevamento
di questa razza rara, per la produzione e commercializzazione
di salumi realizzati con questo tipo di carne.
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