Coming soon...
Newsletter >
02 Agosto 2005
Iscrizione
Newsletter 00
Newsletter 01
Newsletter 02
Newsletter 03
Newsletter 04
Newsletter 05
Newsletter 06
Newsletter 07
Newsletter 08
Newsletter 09
Newsletter 10
Newsletter 11
 
 
Alajmo, quando il picnic è stellare

La vera cucina nasce e vive nei cuori; essa è il ricordo dimenticato di una pratica ricevuta, è un profumo che odora d'infinito, è la carezza sussurrata di un bambino. Il sapore dello spirito è dunque il sale insipido, ovvero ciò che segretamente rende autentico e compiuto il nostro essere.

Massimiliano Alajmo

Massimiliano Alajmo è (stato) un enfant prodige della cucina mondiale. Lo che delle Calandre di Sarmeola di Rubano (Pd) per molti è un genio, per la storiografia ufficiale il più giovane chef di sempre ad aver conquistato le due stelle (1996) e anche le tre stelle (2002) Michelin.

Alajmo si è fatto le ossa lavorando alla corte di mostri sacri quali Guerard e Veyrat, e ha da sempre respirato – e assaggiato – il mondo dell’alta cucina.

A Squisito! la sua sfida sarà lontana dalla grandeur ristorativa a cui è avvezzo. Ma solo sulla carta. Alajmo sarà protagonista di “Déjeuner sur l’herbe”, ovvero dovrà inventarsi il menu per un picnic. Non qualsiasi, un picnic da gourmet.

“Il concetto di picnic? Bisogna dare uno stile a un pasto del genere. Deve avere un’identità più festosa di un pranzo, e deve essere fortemente caratterizzato. Deve essere in grado di rilassare l’ospite. Oppure deve essere una provocazione. In ogni caso, lo studio deve essere molto approfondito, anche sulla stoviglia da utilizzare e sul giardino in cui si svolge”.

Quale è il suo rapporto con tradizione e ricerca?
“Non c’è distinzione tra tradizione e innovazione. Non si possono nascondere i dettami del passato neppure nel piatto più rivoluzionario. In più trovo che la cucina non dovrebbe etichettarsi, porsi questo tipo di limiti. Siamo abituati a pensare che la tradizione è consuetudine, ma erroneamente. La vera tradizione non è trasmettibile, se non attraverso le emozioni. Ciò che diventa, era”.

Negli ultimi anni, si sono sviluppate molte, troppe “mode” in cucina. Dalla rucola, che per anni è finita un po’ dappertutto, al tonno, che ormai sembra non poter mancare da nessun menu.

Come ti rapporti a questo ordito di tendenze, di mode, neanche fossimo a Palazzo Pitti?
“Esiste un problema moda-antimoda, è vero. E la capacità di non ascoltare gli echi delle tendenze non è facile. Io comunque cerco di ignorarle, cioè non interessarmi. Perché se ho un grande fornitore di tonno, per tornare sull’esempio di prima, molto volentieri uso il suo prodotto. Anche se di moda. Fuggire dalla moda è comunque rapportarsi ad essa, quindi è come seguirla. Prendere posizione”.

A quale ingrediente non rinuceresti mai?
“Direi il sale. Perché ha una doppia valenza. Di sapore e di sapere. Comunque mi tengo lontano dal prodotto industriale, questo come regola. E trovo che anche l’olio sia elemento fondamentale nella mia cucina”.

Una cucina straordinaria, ma è un parere personale, si identifica più che da un grande piatto, da un grande menu. Cosa ne pensi?
“Sono d’accordo, un grande menu è più difficile da costruire. Perché la costruzione, la sequenza sono strutturate per creare un equilibrio tra le portate. Questo ce lo insegna prima di tutti Gualtiero Marchesi. C’è una filosofia del menu: dall’alto al basso, prima liquido poi croccante, piatti che non tendono al monocolore. E poi deve seguire la stagione, deve venire naturale. La perfezione è da ricercare nell’equilibrio”.

Samuele Amadori
 
 
D.Lgs. 196/2003: Si informa che i dati forniti saranno tenuti rigorosamente riservati, saranno utilizzati unicamente da San Patrignano per comunicazioni e resteranno a disposizione per eventuali variazioni o per la cancellazione ai sensi dell’art. 7 del citato decreto legislativo. Se vuoi essere rimosso dalla mailing list, manda un messaggio vuoto a rimuovi@squisito.org con oggetto RIMUOVI seguito dall’indirizzo di posta elettronica da rimuovere. Inviaci i tuoi suggerimenti a samadori@sanpatrignano.org
 
vai al sito di San Patrignano.