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Per un festeggiamento speciale ci vuole un vino speciale. Unico, magari. Come il Calbanesco, un rosso suadente proveniente dai colli della Val Bidente, a pochi metri dal piccolo centro di Ricò (Fc). E’ rosso, sì, ma è soprattutto un giallo. Perché nessuno tra enologi, esperti e studiosi vari sa dire esattamente di cosa si tratta. Nel 1972 Cesare Raggi acquistò la tenuta Le Calbane con qualche ettaro di vigna annessa, e ben presto si accorse che alcune viti, tra le tante di sangiovese, avevano caratteristiche di colore e maturazione differenti. Così inizio a produrre vino con quell’uva unica. E da subito capì che era straordinario. Gianfranco Bolognesi, Luigi Veronelli, vari sommelier e pure docenti universitari non sono mai riusciti a scoprirne l’identità, né come è arrivato lì. Al palato ricorda il Brunello da Montalcino, con sentori di frutti rossi e una stoffa elegante. Per qualcun altro è uuna varietà di Montepulciano. Ne vengono prodotte al massimo 1.500 bottiglie all’anno, e in commercio ora si trova l’annata 2003. Dopo 2 anni in vasca di cemento vetrificato e 6 mesi di affinamento in bottiglia, è pronto per la vendita. Purtroppo, lo scopritore di quest’uva fantastica è scomparso, e ora le redini della piccola azienda sono in mano alla moglie, Maria Raggi. Palato fantastico ma anche le difficoltà di gestire da sola la tenuta. Che è in vendita. Alla condizione che si prosegua la produzione di Calbanesco, ma anche di sangiovese in purezza e trebbiano della fiamma.
Se sulla tavola dei cenoni di questi giorni riuscirete a servire una bottiglia di questo raro vino, l’emozione sarà doppia: da una parte un prodotto straordinario, dall’altro la possibilità di assaggiare un mistero.