Cos'è Squisito!

RAGAZZI, PARLIAMO DI CAFFE'

Duecentocinquanta studenti hanno assistito al convegno inaugurale della seconda edizione di “Squisito!”, dedicato alla produzione e commercializzazione del caffé

SQUISITO - Ore 14.00 - Sono quasi duecentocinquanta gli studenti che hanno assistito, questa mattina, al primo convegno di “Squisito!”, dedicato alle problematiche della produzione e commercializzazione del caffé. Tra loro, i ragazzi degli istituti alberghieri di Rimini eRiccione. “Sono già alcuni anni che abbiamo attivato una solida collaborazione con San Patrignano”, spiega Maria Iole Pelliccioni, preside dell’Istituto Ravaioli, “proprio per le sue iniziative in campo agroalimentare che valorizzano i prodotti del nostro territorio”. Gli studenti, soprattutto del quarto e quinto anno, “hanno bisogno di confrontarsi con le tematiche enogastronomiche di attualità, che normalmente studiano sui libri. Quale migliore occasione di Squisito”, spiega Pelliccioni. Ventisei ragazzi dellacomunità, tra l’altro, frequentano i corsi serali dell’istituto riccionese nel quadro di una collaborazione nata nel 2004 e che sta dando ottimi risultati.

Ma, fra gli spettatori del convegno, attentissimi e intenti a prendere appunti, anche 52 studenti del liceo classico Giulio Cesare. “Per noi, assistere a una discussione sulla produzione di caffè in Sudamerica è l’occasione per approfondire le tematiche sociali e culturali nell’ambito delle lezioni di geografia”, racconta la professoressa Cristina Berti. “Dopo questo convegno, riprenderemo l’argomento in classe, magari con una ricerca”.

Per molti versi “istituzionale”, invece, la partecipazione del liceo scientifico paritarioGeorge Lemaitre, la prima scuola in Italia ad aver inaugurato una sezione dedicata all’ospitalità. “Siamo qui con un obiettivo”, precisa il preside Daniele Celli, “ascoltare testimonianze dirette su una produzione che coinvolge migliaia di piccole aziende in paesi poveri ed approfondirei drammi e la disperazione che spesso si nascondono dietro la globalizzazione nel terzo mondo”. L’obiettivo del Lemaitre, spiega Celli, è far fare al turismo in Romagna un salto qualitativo: “Abbiamo l’ambizione di formare non solo tecnici del settore, ma persone con una solida cultura e formazione generale, che abbiano anche conoscenze nel campo dell’ospitalità e che sappiano valorizzare un’attività che è tradizionale qui a Rimini. Per fare bene il cuoco, in sostanza, secondo noi bisogna conoscere anche il latino”. Al convegno hanno partecipato anche i ragazzi dell’istituto tecnico per il turismo Marco Polo di Rimini.

 

 

San Patrignano, 1 Ottobre 2005