Cos'è Squisito!

COME RICONOSCERE UN BUON TONNO

SQUISITO – ore 18.45. Il massimo sarebbe comprarlo fresco. Ma se proprio si vuole optare per una scatoletta, allora meglio le confezioni grandi all’olio extravergine di oliva. E’ uno dei consigli che ha dispensato a Squisito! 2005, il più grande conoscitore di tonni in Italia, lo chef Secondo Borghero del ristorante “Tonno di Corsa” dell’isola di San Pietro, a sud ovest della Sardegna.
Per il resto non bisogna farsi ingannare dalle pubblicità del tonno tenero che si spezza con un grissino perché il tonno in realtà deve essere sodo e compatto. E del tonno pinna gialla perché è il tipo di tonno più comune, pescato negli oceani. “La razza più pregiata - ha spiegato Borghero – è il tonno rosso che corre 360 giorni all’anno, entra nel Mediterraneo attraverso Spagna, Francia, Liguria, Corsica, Sardegna e Sicilia”
In ogni caso lo chef non ha dubbi: abbasso la fusion tanto di moda e le preparazioni a crudo. “Il tonno va sempre cucinato: esistono mille modi meravigliosi”. E spiega: “Il tonno sta alla cultura del mare come il maiale sta a quella di terra: di esso non si butta via niente. Compreso il lattume, il seme maschile, una massa gelatinosa che viene bollita e poi servita a cubetti come se fosse una caprese”.
Infine quella che è suonata come una notizia rivoluzionaria per il pubblico di addetti ai lavori di Squisito! “Se al ristorante vi servono la bottarga (in pratica il contenuto dell’ovaia della femmina del tonno, un po’ come il caviale) come antipasto, vuol dire che non conoscono il tonno. La bottarga va offerta a fine pasto, come se fosse un formaggio con un vino amabile per esempio la Vernaccia di Oristano”.

San Patrignano, 1 ottobre 2005