BEAUJOLAISE: OLIO, NON VINO NOVELLO
SQUISITO
– ore 17.45. Si dice Beaujolais
e si pensa immediatamente al novello,
la cui passione in Italia è
arrivata dalla Francia dove il Nouveau
si ottiene grazie a questo metodo
di vinificazione. Ma la Société
Huilerie Beaujolaise non si occupa
di uva, bensì di diversi tipi
di piante da cui ricava degli olii
inconsueti: pinoli, mandorle dolci,
pistacchio, noci, noci di pecan e
nocciole, arachidi, ravizzone, semi
di papavero, argania, colza. Attenzione:
non si tratta di olio di oliva o di
semi vari aromatizzato, ma di un prodotto
ricavato al 100% da ciascuna pianta:
una spremitura in purezza che conferisce
all’olio una straordinaria riconoscibilità.
Quello alle mandorle dolci ricorda
un torrone o un croccante, quello
al papavero un panino al sesamo, e
così via. Mireille Arthaud
consiglia di usare i suoi olii su
verdure o pesci, a crudo direttamente
sul piatto, mentre per il ‘pinzimonio’
suggerisce di preparare una vinaigrette
con olio neutro, aceto dolce e quindi
aggiungere il suo olio a gusto. Anche
i tre aceti prodotti dalla Beaujolaise
sono realizzati in purezza: da lamponi,
mele e limoni, senza aggiunta di mosto
d’uva.
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