NERO D’AVOLA “DON ANTONIO”: EMBLEMA DELLA SICILIA
SQUISITO – 17.00. Una degustazione verticale è sempre emozionante. Quando poi è una prima assoluta, ossia non è mai stata fatta in precedenza, la cosa si fa ancora più interessante. E' il caso della verticale del Sicilia Igt Nero d'Avola "Don Antonio", vino di punta della casa vinicola siciliana Morgante.
A condurre i lavori, due mediatori d'eccezione: Riccardo Cotarella, enologo, oltre che di San Patrignano anche della casa vinicola agrigentina, e Paolo Lauciani, sommelier esperto e volto noto della televisione.
«Il nero d'Avola è uno dei vitigni che meglio rappresenta il territorio in cui cresce - ha spiegato Lauciani in apertura dei lavori. E' presente in Sicilia da secoli e qui ha trovato il suo habitat ideale. Se in passato i vini siciliani erano considerati alla stregua di vinelli poco interessanti, buoni solo a colorare il bicchiere e a lenire i fastidi del raffreddore, oggi la situazione è radicalmente cambiata. Nel corso degli ultimi cinque o sei anni la Sicilia, e i suoi vini, è emersa. La bravura dei vignaioli siciliani è stata quella di saper trasformare la tradizione, senza stravolgere il territorio. E un grande Nero d'Avola, come il Don Antonio di Morgante, è un ottimo esempio».
A sostegno delle parole di Lauciani è intervenuto anche Cotarella «Dal mio punto di vista il nero d'Avola non ha solo trovato il suo habitat ideale in Sicilia. Ma non potrebbe crescere da nessuna altra parte. Nel corso degli anni ho provato a piantarlo in altre regioni d'Italia. I risultati, però, non sono mai stati all'altezza. In Sicilia, inoltre, si esprime diversamente a seconda della zona. E quello agrigentino è la versione che preferisco».
Nel corso della degustazione sono state assaggiate tutte le annate comprese tra il 1998 e il 2002.
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