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Una comunità contro l’emarginazione
San Patrignano accoglie tutti coloro che hanno dei problemi legati alla droga, senza alcuna discriminazione ideologica, sociale, religiosa e lo fa in modo completamente gratuito, senza gravare né sulle famiglie dei ragazzi né sullo Stato.
Dal 1978 ad oggi, la comunità ha aperto le porte a più di 20.000 persone, ad ognuno ha offerto un tetto, assistenza medica e legale, la possibilità di studiare, una formazione professionale, l’opportunità di cambiare vita e di rientrare a pieno titolo nella società.
Attualmente San Patrignano ospita 1.800 giovani. L’organico della comunità si compone di 140 operatori volontari a cui si aggiungono 350 collaboratori, molti dei quali ex-tossicodipendenti. La struttura organizzativa raggruppa una Fondazione e tre cooperative sociali senza scopo di lucro riunite in un consorzio.
Nel corso degli ultimi anni, San Patrignano ha accolto molti ragazzi in regime alternativo alla detenzione, sostituendo oltre 3.600 anni di carcere con percorsi di recupero e reinserimento civile.
Secondo ricerche scientifiche condotte da diverse università su campioni significativi di ex-ospiti, la percentuale di riabilitazione dopo un soggiorno medio di 18 mesi a San Patrignano, supera il 72%. Nel solo 2004 si sono svolti 600 colloqui di entrata, ma le richieste sono state più di 3mila. Nello stesso anno 560 persone hanno terminato il loro programma.
San Patrignano: il comparto agro-alimentare
L’attività agro-alimentare di San Patrignano poggia su due pilastri “storici”, sviluppatisi in contemporanea con la nascita della comunità: la viticultura e vinificazione e l’allevamento di bovini ed ovini da latte. I due comparti sono sempre stati parte integrante dell’impegno di San Patrignano nella formazione delle persone accolte, che prevede, durante la permanenza in comunità, l’apprendimento di una professionalità utile per il reinserimento nella società.
Nel corso degli anni, grazie all’esperienza, alle competenze accumulate e all’apporto di professionalità specifiche del settore, i vini e i formaggi prodotti per l’autoconsumo e la commercializzazione hanno raggiunto livelli di eccellenza. In particolare, le etichette Avi, Montepirolo e Noi (ultima nata) si sono aggiudicate prestigiosi riconoscimenti italiani e internazionali, mentre l’attività casearia si è allargata ampliando la gamma dei prodotti (pecorini, squacquerone, formaggi di fossa, caprini, formaggi in malga) ed estendendosi alle altre due sedi della comunità in Trentino e nelle Marche. Accanto a questi due filoni principali, San Patrignano ha sviluppato un allevamento d’avanguardia di suini - in particolare la razza autoctona “mora romagnola” - finalizzato alla produzione di insaccati di qualità e, nella sua sede di Cecina (Livorno), una produzione di nicchia di olio d’oliva pregiato. I settori agro-alimentari di San Patrignano sono integrati, fin dai primi anni ’80, da una vasta e varia produzione di generi per l’alimentazione (pane, pasta, prodotti ortofrutticoli, carne) destinati all’autoconsumo.