A Sanpa il massimo esperto mondiale della biodinamica, Alex Podolinsky

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Alex Podolinsky a San Patrignano

La qualità del cibo e soprattutto la sua filiera, il ciclo da cui nascono le materie prime destinate a finire nei nostri piatti, sono tra i temi centrali di Squisito! Anche nella prossima edizione si discuterà e ci si confronterà su questi argomenti. Intanto in visita a San Patrignano è arrivato Alex Podolinsky, una persona che rappresenta la storia della biodinamica moderna.

Il guru della biodinamica Alex Podolinsky in visita a San Patrignano. Davvero gradita oggi la visita in comunità di colui che al momento è considerato il massimo esperto dell’agricoltura al naturale. Quella a San Patrignano è stata l’ultima tappa del suo tour in giro per l’Europa per diffondere la filosofia del biodinamico. Non poteva fare una scelta diversa in fondo una persona che a queste teorie ha dedicato la sua intera vita, sin dal lontano 1949 quando appena sposato si trasferì in Australia dove iniziò a seguire gli studi del fondatore del biodinamico, Rudolf Steiner, acquistando un lotto di terra e iniziando ad applicarvi i suoi metodi.
E’ così che da allora, grazie ai grandi successi da lui ottenuti, tantissimi australiani hanno iniziato a guardare al nuovo metodo di coltivazione, tanto che oggi 5-6 milioni di ettari di territorio australiano sono coltivati in maniera biodinamica.

San Patrignano al momento ha scelto di seguire con questo metodo 30 ettari di vigneto, 3 di oliveto e 2 di orto e non a caso ha ascoltato con grande interesse le parole di Podolinsky sulla situazione dell’agricoltura a livello mondiale: «La biodinamica parte dal suolo e la condizione del terreno in questo momento è il principale problema che ci troviamo ad affrontare. Dobbiamo capire che la terra ha bisogno innanzi tutto di due elementi, aria ed acqua e che solo in presenza di questi due potrà offrirci prodotti sempre migliori. Purtroppo da quando sono in Italia, dal 15 maggio, ho notato solo fiumi vuoti, con pochissima acqua, il che significa che lo stesso sistema venoso che dal letto centrale porta l’acqua nel terreno circostante, è completamente a secco. Un problema che non viene riconosciuto dalla scienza agricola moderna, ma che è in realtà il padre di molti problemi dell’agricoltura. Inoltre è necessario che la maggior parte delle persone torni a lavorare la terra, quando invece oggi a questa pratica in Italia si dedica solo il 4 per cento della popolazione, ancora peggio in Germania con il 3 per cento. Stiamo vivendo una situazione critica e solo ricreando un ciclo biodinamico, con il letame delle stesse vacche a concimare il terreno, potremo venirne fuori. Dobbiamo fare il massimo per rendere vivo il suolo».

Dopo aver visitato i vigneti della comunità e pranzato assieme ai ragazzi, Alex ha commentato la strada biodinamica intrapresa da San Patrignano: «C’è ancora molto da fare, ma sono convinto che se in comunità sarà seguito con maggiore attenzione il ciclo biodinamico del terreno, questo potrà essere molto utile anche per i ragazzi stessi. Sarebbero loro i primi a trarne grande giovamento e credo che il loro recupero dipenderà anche da questo».