Vini
Dulcis in fundo. E non si tratta proprio di un modo di dire. I vigneti in bottiglia dell’edizione 2009 di Squisito! hanno preso commiato con una verticale di Scacco Matto della Fattoria Zerbina con Maria Cristina Geminiani e Massimo Billetto dell’Associazione italiana sommeliers.
«Scacco Matto è prodotto con albana cento per cento – ha detto l’enologa titolare dell’azienda – e si riconosce per le note di grande nobiltà ed eleganza. L’appassimento avviene completamente sulla pianta e un ruolo fondamentale è giocato dalla botrytis. Tengo a precisare che fino al 1994 si è usato solo legno e che fino al 2004 l’aggiunta di anidride solforosa avveniva come per tutti i vini bianchi mentre da quella data è stato possibile aumentarla».
Sette le annate presentate a cominciare dalla 1991, che è stata una stagione molto secca e calda, con una muffa non al cento per cento. «Il primo approccio è con un ingresso molto delicato – ha spiegato Billetto – e un fondo che va a riequilibrare le sensazioni. In questo caso esemplificativo ben si comprende come l’equilibrio tra acidità e zuccheri costituisca la chiave per un grande vino dolce. In bocca, bellissima progressione del vino ancora estremamente vivo, con fragranza assoluta di spezie dolci e balsamicità, acidità che bilancia tutto e fondo ammandorlato.
Il millesimo 1994 ha un colore dorato carico bellissimo e luminoso, quasi da armagnac. L’impatto olfattivo è molto diverso dal primo, con una sensazione iodata protagonista, frutta candita molto intrigante e note sottili di miele di castagno, noci e nocciole. In bocca la progressione è potente e decisa con un ritorno di freschezza indiretta. Il retrolfatto sa di note agrumate ed è presente un richiamo sapido di grande equilibrio.
Il terzo campione, 1996 (da questa annata in poi le bottiglie della degustazione passano dalla 750 alla 375 centilitri, nda), presenta la stessa base del precedente ma con un’eleganza di connotazione vegetale ed erbacea maggiore. Percepibili sono anche le aromatiche e il manto balsamico. In bocca il ritorno è più immediato e la progressione si basa su note più erbacee meno dolci con sentori iodati».
«Il millesimo 1998, annata straordinaria, che ha compiuto un percorso quasi esclusivamente nell’acciaio, regala la purezza assoluta di una botrytis perfetta e un profilo aromatico di grandissima eleganza, indici di un grande futuro», ha premesso Maria Cristina Geminiani. «Di un giallo dorato molto bello – ha proseguito Billetto – al naso si preannuncia su diversi piani. La raffinatezza è totale e non c’è sensazione che prevalga sull’altra. In bocca è un modello di riferimento di grandezza assoluta per un vino dolce».
«Scacco Matto 2001 ha opulenza, finezza ed eleganza. Qui si ritorna a note molto avvolgenti di créme brûlé, buccia di cedro, cedro candito, zagara e gelsomino che in bocca si percepisce come una potenza espressiva totale. Il 2003 è stata un’annata caldissima. In questo albana il colore è più dorato e al naso si sviluppa una sensazione possente. La gioventù lo rende più difficile ad aprirsi e certo andrà riascoltato tra qualche tempo. Già ora è comunque bella l’incisività di frutta candita, così come le componenti eterea e smaltata rilevate anche in annate precedenti. In bocca c’è una sferzata zuccherina al centro della lingua con finale ricercato giocato su un richiamo sapido».
Ultimo campione della serata e degna conclusione di questa riuscitissima edizione di Squisito!, lo Scacco Matto 2006 è un invito a ritrovarsi tra qualche tempo per consentire a questo passito di perfezionare l’esuberanza della gioventù. «È un vino nel quale già si legge un grandissimo futuro – ha concluso il relatore dell’Ais – il cui naso ha già una bellissima componente fruttata con erbe aromatiche, un inizio di scorza d’arancio e una nota molto profumata di macchia mediterranea. In bocca, perfettamente equilibrato, ha grande morbidezza e suadenza assoluta che lascia spazio a una progressione gusto-olfattiva aromatica».
La degustazione di Scacco Matto è stata impreziosita dall’accompagnamento con due formaggi di San Patrignano, il Miniera e Il Vero, pecorino di fossa.

